Qualcosa di tagliato su misura per me.
Un lavoro, una professione che ho sin da subito amato profondamente.
Forse per colpa di un professore mentre facevo il liceo. Si chiamava Professor Vincent Flynn ed insegnava letteratura. Il professore più anziano che ebbi, anche rispetto ai tempi dell’università. Anziano, semplice ed appassionato di libri. Ricordo ancora che a Natale ci leggeva delle poesie e brevi racconti e poi si metteva a piangere, trasportato dall’emozione. Noi, 14enni o poco più, lo ascoltavamo in silenzio e poi ci lasciavamo coinvolgere dall’amore per il suo lavoro.
Io, beh, io non insegno letteratura. Insegno inglese e tedesco, ma in ogni mia lezione ci metto quello stesso amore, uguale impegno e tanto trasporto perché soltanto così puoi fare, perché gli studenti amino studiare.
Dopo un’assenza di quasi tre anni, torno in aula e tra i banchi. Un po’ intimorita; in tre anni cambiano molte cose nella vita. Anche il lavoro cambia, gli studenti cambiano, i tempi sono diversi.
Ma appena appoggio le mani sulla “cattedra”, appena sento quel profumo di aspettativa e curiosità, ogni paura cambia forma, si scioglie il timore e prendo in mano i miei libri e per mano i miei alunni come se il tempo non si fosse fermato mai.
Grazie di cuore a tutte quelle aziende, a tutti quei discenti, a tutti quei ragazzi e quelle ragazze ed anche alle bambine ed ai bambini che hanno aspettato che tornassi.
Un grazie di cuore anche alle HR che con un grande sorriso, una rassicurante stretta di mano ed anche un abbraccio mi hanno dato il benvenuto “siamo felici che sei tornata”.


