STORIA

Ha oltre 3000 anni di storia, e non li sente. Allieta l’udito di ogni popolo, e non si stanca mai. È anche protagonista di numerose leggende, ma non si scompone e prosegue il suo cammino nel tempo.

L’arpa è forse lo strumento più affascinante in assoluto, tutti lo conoscono, ma pochi sanno veramente la profondità della sua storia e la magia delle sue note.

Le più antiche testimonianze ci arrivano dall’antico Egitto e dalla Mesopotamia, risalgono a circa 3000 anni prima della nascita di Cristo, e ci mostrano come la struttura di queste prime arpe sia simile, e quindi possa derivare, dall’arco da caccia, a cui sono state poi aggiunte ulteriori corde. Nella cultura egizia, essa veniva raffigurata spesso nell’arte funeraria, e in quella ebraica era addirittura strumento di culto: numerose sono le testimonianze, sculture, dipinti, fonti scritte, che la vedono associata al re Davide.
Forme diverse di arpa erano diffuse anche in tutto l’Oriente, ed è qui che troviamo la celebre arpa “birmana”, simbolo di spiritualità e soggetto prima un romanzo e poi dell’omonimo film di Ichakawa.

L’arpa arriva anche nel sudamerica grazie all’opera di evangelizzazione dei Gesuiti. Il modello degli strumenti (per lo più arpa e violino) era quello europeo, ma i materiali per la loro costruzione erano di quei luoghi. La musica rivestiva un ruolo importante soprattutto nelle chiese e nelle scuole perché è fra i linguaggi più efficaci per comunicare.
Nelle Isole Britanniche, già molto prima dell’anno Mille, l’arpa fu tenuta in gran pregio sia fra i nobili che la gente comune.In questo ambiente musicale troviamo la figura del Bardo, arpista che declamava i suoi poemi e li intervallava con la musica. L’arpa aveva caratteristiche leggermente diverse a seconda della zona (Irlanda, Scozia, Galles, Bretagna), ed è conosciuta oggi con il nome di  "arpa celtica".

Mentre questi tipi di arpa rimarranno pressoché invariati nel corso dei secoli, dal Medioevo in poi l’arpa nell’ Europa continentale subirà profondi cambiamenti per adattarsi ai gusti musicali che diventavano sempre più complessi.

Le piccole arpe medievali erano simili a quelle irlandesi, ed avevano un ruolo importante soprattutto in Francia dove era suonata dai Trovatori e Trovieri. All’epoca musicisti suonavano diversi strumenti, tra cui l’arpa ed erano spesso contesi dai Signori delle Corti.

Le prime tecniche per creare i semitoni erano la “scordatura”, cioè accordare l’arpa secondo la necessità, o accorciando la corda premendola tramite una levetta, o con la punta del dito contro il legno dello strumento.  Nel Cinquecento in Spagna vediamo la nascita di arpe con due file di corde che s’incrociavano, ma si può presumere che arpe di questo tipo siano sempre esistite, e verso la fine del secolo, in Italia, questo tipo di arpa diventerà a tre ordini di corde. L’arpa tripla fu usata da Monteverdi nella celebre toccata all’interno dell’Orfeo.

La prima arpa con i pedali fu costruita nel 18° in Baviera da Hochbrucker: in questo modo l’arpa aveva una sola fila di corde, e i semitoni venivano creati tramite un meccanismo che passava all’interno dello strumento. Ma questo non era sufficiente perché non si poteva ancora riprodurre tutti i cromatismi che richiedevano i nuovi gusti musicali. Ciò fu possibile dal 1811 quando Sebastian Erard costruì la prima arpa moderna a doppio movimento.

Noi oggi viviamo in un’epoca in cui possiamo suonare gran parte delle arpe sopra descritte grazie anche alla riscoperta delle musiche antiche e quella di altri paesi.
Con l’arpa possiamo suonare generi di musica molto diversi tra loro: musica classica e jazz, musica celtica e barocca, musica new-age e sudamericana.